Personale specializzato cercasi

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Mauro Aleotti, Presidente Unione Produzione Cna Bologna: “Un problema che riguarda molte piccole imprese, soprattutto della meccanica ed elettromeccanica. Parliamo di ingegneri ma anche di periti, tecnici, informatici e di altre mansioni necessarie. Il 13 febbraio, nell'incontro Cna ed Ecipar, ascolteremo i bisogni delle imprese per poi strutturare delle proposte formative adeguate. Occorre mettere sempre più in vetrina le qualità della piccola impresa verso chi si affaccia al mondo del lavoro, anche aprendo le imprese alle scuole e agli studenti”.

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A Bologna e dintorni ci sono 21.600 posti di lavoro da occupare di qui a fine anno. Il 21% delle aziende bolognesi infatti, secondo una indagine della Camera di commercio, prevede di reclutare entro dicembre, nel 75% dei casi con contratti di durata definita. Ci vuole però una esperienza professionale specifica (72% dei casi) e per il 23% di questi posti servono profili di alte competenze, cioè laureati o più. E quasi sicuramente almeno una quota di questi posti di lavoro non verrà occupata, visto che in 42 casi su 100 le imprese prevedono difficoltà ad individuare i profili desiderati. Si tratta soprattutto di operai meccanici ed elettromeccanici (in questo ambito l’80% degli assunti previsti è considerato di difficile reperimento), progettisti ed ingegneri (62%), tecnici in campo informatico, ingegneristico e della informazione (58%).

Mauro Aleotti, Presidente Unione Produzione Cna Bologna, è un problema che riguarda anche le aziende Cna?
“Assolutamente sì. Ho sentito molti colleghi che hanno difficoltà a trovare personale. E non parliamo solo di personale altamente qualificato, di ingegneri tanto per capirci, ma anche di periti, tecnici, informatici e di altre mansioni necessarie, ma per le quali non si riescono a trovare figure disponibili. Rimanendo nel campo della produzione, in particolare sarebbe necessario personale per le imprese della meccanica e della elettromeccanica. Ma credo che il tema interessi diversi altri settori”.

Quali i motivi a suo parere?
“Innanzitutto, è proprio un problema di numeri: la scuola e l’università non diplomano e laureano un numero sufficiente a soddisfare il bisogno delle imprese. Un problema che è ancora più marcato per le piccole e medie imprese, in quanto il neolaureato o diplomato preferisce scegliere un’impresa di grandi dimensioni. Invece una piccola impresa consente molto spazio, molta creatività al neoassunto, e l’innovazione che viene fatta nelle pmi certamente è di alto livello, in grado di soddisfare chi vuole crescere professionalmente. Infine, le pmi rappresentano la stragrande maggioranza delle aziende bolognesi e italiane.

Dunque, cosa occorre fare?
“Cna e la sua società di formazione Ecipar da tempo stanno affrontando queste esigenze. E l'incontro in programma mercoledì 13 febbraio, “Personale Specializzato Cercasi”, è un ulteriore passo in questa direzione. In pratica nella sede Ecipar, di via Corticella 186, ascolteremo innanzitutto i bisogni delle imprese e successivamente Ecipar potrà strutturare delle proposte formative in grado di soddisfare queste esigenze, avvicinando così domanda e offerta di lavoro. Insomma, saremo molto pratici e concreti nell’affrontare il tema”.

E poi continuano le collaborazioni di Cna con Istituti scolastici e Alma Mater.
“Certamente, le relazioni sono buone, con gli Istituti scolastici superiori abbiamo realizzato il progetto Verso il Futuro, con l’Ateneo ci sono convenzioni e collaborazioni. Dell’alternanza scuola lavoro do una lettura positiva che non può essere messa in crisi da singoli casi negativi. Quello che conta, a mio parere, è mettere sempre più in vetrina le qualità della piccola impresa verso chi si affaccia al mondo del lavoro, anche aprendo le imprese alle scuole e agli studenti. Insomma, i posti di lavoro ci sono qui a Bologna, ma la disoccupazione è ancora elevata: se si lavora bene sull’orientamento, la formazione e la valorizzazione delle pmi, possono uscire risultati davvero virtuosi”.