Un nuovo protocollo appalti

Un nuovo protocollo appalti

Un nuovo protocollo appalti

Il Comune di Bologna, le associazioni di categoria delle imprese e i sindacati sono pronti a sottoscrivere un nuovo Protocollo sugli appalti messi a gara da Palazzo D'Accursio.

"Siamo arrivati a trovare un consenso comune su un testo condiviso", annuncia in commissione l'assessore alle Attività produttive e al Lavoro, Marco Lombardo, anticipando che la presentazione vera e propria dell'intesa avverrà mercoledì con una conferenza stampa. La versione precedente del Protocollo fu siglata nel 2015. Ora l'intesa viene rinnovata per altri tre anni e "un sincero ringraziamento va tutte le parti coinvolte", afferma Lombardo: "Ci sono state una negoziazione intensa e una dialettica importante, che però a mio avviso hanno portato a migliorare il testo rispetto a quello 2015, che era già all'avanguardia rispetto al ruolo dei Comuni come stazioni appaltanti. E' stata una mediazione al rialzo e non un compromesso al ribasso".

Questo partendo dal presupposto che con un accordo di questo genere "il Comune decide di autolimitarsi nei propri poteri discrezionali", sottolinea l'assessore, muovendosi "ovviamente all'interno della normativa nazionale". Come esito del confronto "abbiamo condiviso l'idea che il Protocollo non possa essere considerato come una somma di punti di interesse per ciascuna parte, bensì la condivisione di una visione comune - rimarca Lombardo - che pone la qualità del lavoro e del servizio come elemento qualificante della competitività territoriale. A noi interessa sicuramente andare veloce ma molto di più andare lontano", afferma Lombardo con un riferimento critico al decreto Sblocca cantieri.

In particolare rispetto al tema del rispetto della legalità, "non può esistere nessuna crescita sostenibile che non sia fondata su questo principio", aggiunge l'assessore.

Per i dettagli Lombardo rimanda alla conferenza stampa, ma il nocciolo del Protocollo sta nel fatto che una gara bandita dal Comune "non si vince al miglior prezzo, che significa il più delle volte al massimo ribasso, bensì sull'offerta economicamente più vantaggiosa".

In questo senso, rispetto al testo del 2015 si dà un peso ancora maggiore alla presenza delle clausole sociali e di elementi che garantiscano trasparenza, rispetto della legalità e qualità del lavoro. In più, ora viene anche introdotta un meccanismo di valorizzazione delle imprese del territorio. Tutto questo sapendo che non basta solo scrivere le regole, avverte Lombardo: "Bisogna anche mantenerle e il vero lavoro partirà dopo la firma, con un monitoraggio continuo, aperto e civico perché la trasparenza non è semplicemente un obbligo previsto dalla normativa ma è la proiezione sostanziale del principio di eguaglianza".

Infine, lo spirito di questo Protocollo "mi auguro possa essere esteso a tutta la città metropolitana e che si possa anche arrivare alla stazione appaltante unica", aggiunge l'assessore, convinto che l'intesa trovata sotto le Due torri possa rappresentare "un utile contributo anche a livello regionale".

Soddisfatto anche l'assessore al Bilancio, Davide Conte. "Guardiamo al nostro sempre come ad un bilancio solido, quasi monolitico, perchè i numeri tornano e i conti sono perfetti", dichiara Conte, ma "un buon bilancio sta in piedi anche grazie alle buone relazioni con i vari attori della città e il Protocollo si inserisce perfettamente in questo ragionamento".

Associazioni imprenditoriali e sindacati plaudono al nuovo Protocollo sugli appalti del Comune di Bologna. In attesa della presentazione ufficiale della nuova intesa, che segue quella del 2015, oggi del protocollo si è parlato in commissione e alcuni dei soggetti firmatari sono intervenuti per esprimere soddisfazione. "A Bologna e in Emilia-Romagna abbiamo numeri importanti ma abbiamo anche la responsabilità di sottolinearli ulteriormente ed è quello che fa questo Protocollo", afferma Marcello Materassi, Referente Unione Costruzioni Cna Bologna. "Non c'è' dubbio che abbiamo il problema di far crescere quello che è rimasto del sistema territoriale" aggiunge Materassi. "Un compito che non dipende solo dal Protocollo, ma anche da questo".