Burocrazia, dal rapporto CNA proposte concrete per la politica

“La forza dell’Osservatorio sulla Burocrazia della CNA permette alla nostra Confederazione di acquisire maggiore autorevolezza ai tavoli di Governo. Avere proposte ha permesso alla CNA di rappresentare un punto di riferimento per le imprese e la CNA in questi anni è riuscita a coniugare il momento rivendicativo con delle intenzioni propositive.” Queste le parole del presidente nazionale CNA, Daniele Vaccarino, che alla presentazione del rapporto, ha parlato anche del Superbonus.

“Riteniamo sia stata un’operazione meritoria, perché’ ha rilanciato un settore che era in drammatica caduta, ha trovato lo sviluppo maggiore dopo la pandemia, ma si scontra con le tematiche affrontate oggi. Siamo di fronte a un’occasione storica, ma questo studio ci dimostra quanti rischi abbiamo: se è vero che mettiamo una valanga di miliardi, il pericolo è di scontrarsi sulla concretezza”.

La terza edizione dell’Osservatorio che misura il peso e i costi della burocrazia sulle imprese, è stata presentata oggi nella sede nazionale della CNA.

Ad aprire l’evento, un video messaggio del ministro per la Pubblica AmministrazioneRenato Brunetta, che ha illustrato i prossimi obiettivi in tema di semplificazione: “Abbiamo previsto la selezione di mille professionisti da mettere a disposizione degli enti locali per attuare processi di semplificazione e di standardizzazione di oltre 600 procedure complesse che minano la vita di imprese e cittadini, come evidenziato nel vostro Osservatorio. Mille ‘novelli garibaldini’ che porteranno all’unità della burocrazia, unificando in un solo modello valido per tutti gli enti locali, come è stato già fatto per il superbonus 110%. Lavoriamo insieme, con i medesimi obiettivi – ha concluso Brunetta – unificare, standardizzare e semplificare la burocrazia italiana entro i prossimi due mesi”.

“Con questa terza edizione dell’Osservatorio prosegue il nostro impegno per fotografare concretamente la realtà delle nostre imprese e far emergere le loro difficoltà con la burocrazia, ma soprattutto per elaborare proposte concrete da portare al legislatore – ha affermato la vicepresidente della CNA, Stefania Milo, aprendo i lavori –  Il nostro Osservatorio vuole essere uno strumento concreto e oggettivo per semplificare le procedure e mettere le nostre imprese nelle condizioni di poter lavorare. Semplifichiamo e digitalizziamo, ce lo chiede l’Europa, e questo nostro strumento a disposizione di tutti può rappresentare una base da cui partire per raggiungere tali obiettivi”.

La presentazione del rapporto è stata affidata al responsabile del dipartimento Relazioni istituzionali e affari legislativi CNA, Marco Capozi e alla responsabile del dipartimento Politiche ambientali CNA, Barbara Gatto. “In questa terza edizione dell’Osservatorio – ha spiegato Capozi – abbiamo voluto indagare gli ostacoli burocratici che le imprese dell’installazione di impianti e del settore moda incontrano nel loro percorso verso la transizione ecologica. Uno sforzo corale che ha visto il coinvolgimento di 200mila imprese, 900mila addetti, 51 CNA territoriali e 24 distretti moda. La capillarità dell’indagine ci ha permesso di elaborare diverse proposte facilmente attuabili, nella consapevolezza che semplificando e snellendo i procedimenti il legislatore stesso possa avere maggior consapevolezza e conoscenza delle imprese, in modo da poter disegnare leggi e incentivi tagliati su misura e che servono concretamente alle imprese”.

Gatto ha presentato la parte dell’Osservatorio relativa alla transizione green nella moda, un settore strategico per l’economia circolare: “Dall’indagine emerge chiaramente che la sburocratizzazione rappresenta un tassello importante per la transizione green. Dalla fase di produzione a quella della gestione degli scarti le imprese incontrano costantemente ostacoli burocratici che allontanano le imprese dal percorso virtuoso verso la transizione green a discapito dell’ambiente”.

“Il vostro Osservatorio è lodevole. È al tempo stesso un atto di accusa e uno strumento ricco di proposte concrete per la semplificazione – ha esordito Sabino Cassese, giudice emerito della Corte costituzionale – Leggi, organizzazioni, personale, decentramento e procedimenti sono le cause alla base della cattiva burocrazia, non serve solo semplificare i procedimenti, ma bisogna agire su tutte e cinque le cause”. Per Cassese non dobbiamo ragionare solo in termini di semplificazione, ma di razionalizzazione dell’azione pubblica. “Questo richiede però una riforma continua da fare quotidianamente –conclude – Solo dalla voce dei cittadini e delle imprese direttamente coinvolte può partire un’azione di semplificazione del legislatore e questa vostra indagine va in questa direzione”.

Il dibattito è continuato con l’intervento dell’onorevole Pier Luigi Bersani che ha sottolineato l’approccio propositivo della CNA, che diventa un tratto distintivo. Ricordando come la Confederazione, sul finire degli anni Novanta avesse proposto a lui, allora ministro, una misura, che poi negli anni è diventata quella che oggi conosciamo come Superbonus. “Bisognerebbe dare sistematicità a un confronto tecnico con le forze sociali – ha continuato Bersani – Altro aspetto da non sottovalutare è l’attenzione che si deve rivolgere agli stress gestionali. Arriveranno i fondi del Pnrr, ma dobbiamo tener presente della condizione della macchina amministrativa che dovrà gestire quei fondi.” L’esponente di Articolo Uno si sofferma poi sul concetto ambiguo di semplificazione: “Semplificazione vuol dire sempre normare. Sicuramente vanno abolite norme, ma bisognerebbe anche esternalizzare per rendere più efficiente il sistema.”

Più critico l’intervento del  senatore Paolo Arrigoni: “Il tema dell’ ipertrofia delle leggi – ha osservato – con il Green Deal si è aggiunto il problema della penetrazione delle rinnovabili con il fotovoltaico e l’ eolico. Il mondo è assetato di energia. E ci sono, a parer mio, molte ubriacature come quella per la plastic free o per il superbonus. Bisogna portare avanti il Green Deal con approccio pragmatico applicando il principio della neutralità tecnologica. In tema di economia circolare per tessile siamo indietro: solo il 20% del rifiuto viene riciclato. È poco ma non dobbiamo scoraggiarci. Il rapporto della CNA deve portare il decisore politico a riflettere soprattutto sulle proposte che fate”.

“Fare un’analisi del peso della burocrazia sottolinea quello che è il principale problema del Paese e cioè lo scollamento tra enti locali e Governo. Si devono trovare forme di partecipazione tra enti, imprese e Governo.” Queste le parole del sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti.

Anche il senatore Antonio Misiani si è unito alle voci di apprezzamento per l’Osservatorio della CNA: “Ho trovato il vostro studio molto interessante ma purtroppo sconfortante. Finora non siamo riusciti ad aggredire la complessità burocratica che ostacola le nostre imprese e che impedisce anche a quelle estere di investire nel nostro Paese. Il nostro è un problema di iper-regolamentazione, di frammentazione delle competenze e di digitalizzazione delle Pubblica amministrazione.” “Il punto di partenza – ha concluso il senatore – è veramente arretrato rispetto alle altre realtà europee. Abbiamo bisogno di una strategia pluriennale di semplificazione della Pubblica amministrazione che va costruita insieme alle associazioni di impresa.”

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