Covid, pensionati chat coi nipoti

Covid, pensionati chat coi nipoti

Covid, pensionati chat coi nipoti

Come hanno vissuto i pensionati l’obbligo di restare in casa per l’emergenza coronavirus?

Non hanno avuto problemi nel recuperare i beni di prima necessità ma hanno certamente sofferto l’impossibilità di spostarsi e la carenza affettiva dovuta dalla distanza dei parenti. Nonostante ciò la situazione non ha gravato sullo stato di salute psicologico degli intervistati che hanno affermato di “tenere duro” e rispettare le disposizioni del Governo e delle autorità competenti.

Tre pensionati su quattro vivono con il coniuge; nessuno ha avuto problemi a recuperare i beni di prima necessità; il 38% si è dedicato al giardinaggio; il 56% ha utilizzato smartphone, pc o tablet; il 48% ha comunicato con whatsapp in videochiamata; il 36% ha fatto attività fisica; l’88% non ha modificato le abitudini alimentari; per un pensionato su tre l’emergenza coronavirus ha rappresentato un cambiamento molto impattante nella loro vita.

Sono questi i risultati più rilevanti usciti dalle centinaia di telefonate che Cna Pensionati Bologna ha fatto in queste settimane di emergenza Covid ai propri associati.

Nell’ambito della campagna “Cna C’é… e ti fa compagnia”, lo staff e i dirigenti di Cna Pensionati insieme a due ragazzi del Servizio Civile, hanno contattato i propri soci per capire stati d’animo, necessità, criticità, richieste. Insomma, un punto d’ascolto molto apprezzato dagli associati.

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Un’occasione per capire in modo più “scientifico” come la terza età abbia vissuto queste settimane di “lockdown”. L’indagine non analizza gli aspetti sanitari, ma ha voluto concentrarsi su quelli più “sociali” ed “esistenziali” di una generazione che è stata messa a dura prova da questa emergenza.

“Abbiamo resistito, stiamo resistendo, rispettando le disposizioni del Governo e delle autorità, ma certamente la nostra esistenza è stata messa a dura prova – spiega Sandro Vanelli, Presidente Cna Pensionati Bologna -. Una delle caratteristiche della nostra associazione è sempre stata quella di puntare sull’invecchiamento attivo: tante iniziative insieme per non sentirsi soli, azioni di solidarietà sociale, corsi di lingua e informatica, visite guidate e viaggi. Questo stop è stato davvero durissimo. Ma come si può vedere da questi dati, i pensionati Cna hanno saputo rendersi autonomi, hanno comunicato tanto chi in modo smart chi più tradizionale, non si sono lasciati andare. E siamo tutti pronti, una volta che l’emergenza finirà, a tornare alla nostra vita attiva all’aria aperta. Per stare bene insieme e per renderci utili”.

“Questi dati – aggiunge Marisa Raffa, Segretario Cna pensionati Bologna – ci sono particolarmente utili anche per capire quali strategie adottare in questa fase di emergenza che ancora prosegue. Certamente dovremo agevolare i nostri soci ad acquisire strumenti digitali e insegnare ad utilizzarli al meglio visto che sono diventati fondamentali per coltivare le loro relazioni. Continueremo ad effettuare chiamate e potremmo avere a disposizione anche psicologhe nel caso qualcuno dovesse sentirne il bisogno. Continueremo a fare iniziative di carattere solidaristico come è ormai tradizione di Cna Pensionati e dei suoi associati”.

Analizzando il sondaggio del dettaglio, i dati raccolti sono relativi ad un campione di circa 200 pensionati soci che vanno dai 60 ai 95 anni e residenti nell’area metropolitana di Bologna. La fascia d’età maggiormente intervistata è quella che va dai 70 agli 80 anni, che rappresenta il 40% totale delle chiamate; subito dopo segue la fascia dagli 80 ai 90 anni che coincide con il 30% delle chiamate totali. La fascia d’età che va dai 60 ai 70 rappresenta il 24% e quella dai 95 anni in su corrisponde al 5%.

•          Condivisione Abitazione
Dalle telefonate fatte si evince che un 66% abita con il coniuge, un 27% abita da solo ed un 4% condivide l’abitazione con i figli.

•          Beni di prima necessità
I beni di prima necessità sono stati recuperati in autonomia dal 76%; grazie all’aiuto dei figli e dei parenti per un 18%, mentre i beni reperiti tramite la spesa online rappresentano il 5%. L’1% rimanente corrisponde alla spesa fatta da aiuti esterni (badanti, colf).

•          Attività quotidiane più frequenti
Durante questa emergenza i nostri soci hanno svolto delle attività da casa che li hanno tenuti impegnati in questo particolare periodo. Il 38% si è tenuto occupato con il giardinaggio, il 29% ha guardato la tv, il 12% ha sperimentato nuove ricette in cucina ed il 10% si è dedicato alla lettura.

•          Attività passate
Prima di questo avvenimento che ha cambiato la nostra quotidianità, gli associati Cna trascorrevano la giornata tra vari passatempi.
Il 48% faceva delle passeggiate, il 16% svolgeva attività di giardinaggio e si recava all’orto, mentre il 14% passava il tempo in famiglia e il 6% guardava la tv a casa.

•          Notizie acquisite
Le notizie su questa emergenza sono state acquisite per un 73% dalla tv, per un 16% dai giornali e un 10% dai siti online. L’1 % ha ascoltato le notizie dalla radio.

•          Mezzi informatici
Dalle telefonate fatte, è risultato che il 43% degli intervistati non ha mezzi informatici di ultima generazione, come lo smartphone o il pc.
Il 35% ha usato uno smartphone, mentre il 15% ha usato un pc e il 6% un tablet.

•          Applicazioni usate
Per rimanere in contatto con i propri familiari e gli amici i soci hanno utilizzato per una percentuale del 48% WhatsApp (con le videochiamate) e sempre un 48% ha effettuato chiamate vocali con un cellulare. Una piccola parte invece ha usato Skype

•          Attività fisica
Nel periodo dell’emergenza che va da marzo ad oggi, per mantenersi in forma gli intervistati hanno fatto attività fisica in casa per un 36%, utilizzando maggiormente una cyclette; un 50% non ha fatto alcuna attività fisica. Il restante 14% dichiara che non faceva attività fisica neanche prima.

•          Regime alimentare
Per quanto riguarda il regime alimentare mantenuto in questo periodo, l’88% ritiene di aver mangiato bene e come prima, quindi non modificando le sue abitudini; un 12% al contrario sostiene di avere mangiato cibi più calorici e in maggior quantità.

•          Cambiamento delle abitudini
I nostri soci per un 31% ci ha informato che per loro questa situazione emergenziale ha rappresentato un cambiamento molto impattante nella loro vita, mentre la maggioranza ovvero il 69% non si è dichiarata particolarmente turbata da tutta questa vicenda e non gli ha cambiato di molto le abitudini.

“Le nostre interviste – spiegano Davide e Francesca che prestano servizio civile presso Cna Impresa Sensibile Bologna - si sono basate su un questionario, che ci ha consentito di raccogliere le informazioni senza tralasciare il contatto umano. Aspetto fondamentale che ci ha arricchito dal punto di vista personale e professionale. Le telefonate effettuate hanno permesso ai soci pensionati di condividere con noi le loro storie. Molti di loro, in quanto lavoratori attivi, hanno sofferto l’impossibilità di curare e gestire le loro attività, mostrando preoccupazione e solidarietà per i collaboratori e dipendenti. ‘Sono artigiano da sessant’anni, non ci facciamo abbattere così facilmente’ ha concluso così il suo racconto uno dei nostri intervistati”.