Diario di un tempo ritrovato, da Minerva 46 modi per leggere il virus

Quarantasei modi di vivere il tempo della pandemia. Quel tempo che è insieme lo scorrere di un dramma e l’enigma del totalmente inaspettato che dischiude l’accesso a un territorio nuovo da esplorare. Un luogo senza spazio, interiore, dove i ritmi della propria vita si riprogrammano e le esperienze più comuni della quotidianità iniziano a sprigionare una luce dimenticata.

Il tempo ritrovato.

Non sarà facile trovare un titolo più appropriato (volutamente riecheggiante la Recherche di Proust) di quello che la casa editrice Minerva (per il latini la Dea della saggezza e anche degli Artigiani) ha impresso sulla copertina del suo nuovo ebook “Diario di un tempo ritrovato”, acquistabile on line sulle principali piattaforme al prezzo di 9,90 euro che andranno a sostenere la campagna “Più forti insieme” lanciata dalla “Fondazione policlinico Sant’Orsola onlus” per continuare la lotta al Covid19.

“Quando è scoppiata l’epidemia – dice Roberto Mugavero, 58 anni, fondatore e Amministratore di Minerva – ci siamo guardati in faccia domandandoci come reagire. E partendo da una piccola storia scritta da un nostro autore, ha preso forma l’idea di raccontare l’esperienza vissuta al (e del) tempo del virus. Abbiamo attivato la nostra rete di contatti e la risposta è stata davvero stupenda”.

Importanti firme del mondo del giornalismo e della letteratura hanno accettato la sfida e nel loro forzato ritiro si sono messe gratuitamente alla tastiera per raccontare l'emergenza sanitaria, la lentezza, i libri che li stavano accompagnando, ma anche i loro punti di vista e le aspettative.

“Oltre ad aneddoti, anche ironici e a volte divertenti – riprende Mugavero – sono emersi spunti critici e visioni molto interessanti. Come credo abbiamo ormai capito tutti, questa non è solo un’epidemia, è un fatto epocale. Personalmente, pur nella tragedia, credo che abbia portato con sé anche alcuni messaggi chiari che mi auguro possano indurci a riflettere, specialmente il mondo della politica e dei decisori, sugli stili di vita e il modello economico che ci hanno accompagnati indiscussi sino a solo due mesi fa”. 

“Il nostro settore – riprende Mugavero – con la chiusura delle librerie e il blocco forzato nella catena distributiva, è stato tra i primi a doversi fermare. Nei prossimi dodici mesi abbiamo calcolato che saremo costretti a operare un taglio del 40% su quello che si potrà pubblicare e ho già notizia di alcuni piccoli editori che probabilmente e purtroppo non ce la faranno a reggere.

La cultura e i libri con quello che trasmettono – conclude –, sono beni fondamentali per la vita e la salute di una società. Spero che a partire dalla fase che si è appena aperta, chi dovrà fare delle scelte questa volta sappia tenerne conto”.

 

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