Elezioni, le proposte Cna

Elezioni, le proposte Cna

Elezioni, le proposte Cna

La politica che non pensa alle piccole imprese perde di vista il Paese
Proposte Cna per le elezioni politiche del 4 marzo 2018

Dopo quasi due anni di lento recupero dei livelli di attività economica, finalmente nel 2017 l’Italia sembra avere imboccato un sentiero di crescita più sostenuta. Ma il contesto di riferimento è in rapido mutamento. Interi settori stanno subendo trasformazioni epocali, stanno scomparendo alcune figure professionali e sta cambiando anche l’organizzazione del lavoro, le imprese di minori dimensioni rischiano di operare in condizioni di subalternità.

La piccola dimensione delle imprese rappresenta il tratto caratteristico del nostro sistema produttivo. Le micro e piccole imprese (imprese con meno di 50 addetti) sono 4.217.645 e offrono occupazione a 10,5 milioni di lavoratori. Esse rappresentano dunque la quasi totalità dell’imprenditoria italiana (99,4% del totale) e contribuiscono al 66,6% dell’occupazione. L’importanza delle micro e piccole imprese è evidente anche in termini economici dal momento che offrono contributi molto ampi alla formazione del fatturato (48,4% del totale), del valore aggiunto (50,8%), degli investimenti (41,1%) e delle esportazioni (19,1%).

E’ indispensabile intervenire sui tre versanti che creano particolare apprensione e danno alle attività economiche: la pressione fiscale troppo elevata e distribuita in modo disuguale, la burocrazia e l’inefficienza della amministrazione pubblica, che sono un fattore di freno allo sviluppo, e la perdurante carenza di credito per il disinteresse delle banche verso le operazioni di importo contenuto.

La CNA vuole fornire ai partiti spunti e proposte in un’ottica di legislatura, temi e proposte sulle quali vogliamo intraprendere un confronto con le forze politiche.

1. Politiche fiscali

In Italia sulla piccola impesa grava una pressione fiscale complessiva pari al 61,2% del reddito prodotto. Il nostro sistema fiscale inoltre non riesce a contrastare efficacemente la concorrenza sleale attuata dagli evasori e non premia, come sarebbe giusto, la fedeltà fiscale della maggior parte degli imprenditori.

Servono interventi appropriati di lungo periodo, ma anche soluzioni immediate da porre quanto prima volti a:

  • ridurre la pressione fiscale garantendo, al contempo, maggiore equità nel prelievo tra i diversi redditi da lavoro;
  • invertire sensibilmente la tendenza di questi ultimi anni di trasferire sulle imprese gli oneri dei controlli, eliminare delle vere e proprie “ingiustizie fiscali”;
  • usare in modo intelligente la leva fiscale per aumentare la domanda interna;
  • evitare di spostare sulle imprese gli oneri dei controlli, attraverso un uso intelligente della fatturazione elettronica, eliminando tutti gli obblighi attuali di comunicazione dei dati finalizzati ai controlli, nonché tutti i regimi Iva del “reverse charge” attualmente previsti, lo “split payment”, nonché la ritenuta dell’8% applicata sui bonifici relativi a spese per cui sono riconosciute le detrazioni fiscali;
  • rivedere al più presto i criteri per l’attribuzione dei valori catastali degli immobili, al fine di allinearli periodicamente ai valori di mercato;
  • rendere l’IMU pagata sugli immobili strumentali delle imprese completamente deducibile dal reddito d’impresa;
  • prevedere il riporto delle perdite per i soggetti in contabilità semplificata che determinano il reddito secondo il criterio di cassa;
  • definire il concetto di autonoma organizzazione ai fini dell’esclusione dall’applicazione dell’IRAP o aumentare la franchigia IRAP ad almeno 30 mila euro, per evitare di far pagare un tributo non dovuto;
  • dare immediata attuazione alla possibilità alle imprese di optare per l’IRI.

2. Semplificazione normativa e amministrativa

22 miliardi di euro all’anno è il costo della burocrazia per le imprese. E’ indispensabile:

  • l’adozione di norme in materia di impresa che devono essere accessibili e semplici;
  • un’attenta analisi d’impatto dei provvedimenti che tenga conto soprattutto delle micro e piccole imprese;
  • la riduzione dello stock normativo attraverso la predisposizione di codici e leggi di settore che siano facilmente consultabili dai cittadini e dalle imprese;
  • semplificazioni autoapplicative (es. DURC online);
  • la semplificazione delle ispezioni, dei controlli, delle verifiche e delle sanzioni;
  • il monitoraggio dell’attuazione sul territorio nazionale della Riforma della Pubblica Amministrazione;
  • la prosecuzione dell’opera di standardizzazione della modulistica;
  • proseguire l’informatizzazione delle pubbliche amministrazioni (dai siti al pagamento online di bolli e tariffe);
  • maggiore interoperabilità tra banche dati pubbliche;
  • riassetto e aggiornamento continuo delle norme esistenti anche a livello locale.

3. Innovazione

Siamo di fronte a una portentosa accelerazione nell’evoluzione tecnologica che ci sta proiettando verso un futuro che rimodella in maniera profonda la nostra vita, le nostre abitudini, i nostri comportamenti, il nostro modo di produrre e di consumare.

Va sostenuta quindi, senza esitazioni, la possibilità di investire e gestire le innovazioni. Gli strumenti attivati nell’ambito del Progetto 4.0, Nuova Sabatini, Patent Box, superammortamento ed il kit legato a Impresa 4.0 (iperammortamento, credito d’imposta per la ricerca, ed ora anche per la formazione), rappresentano un buon punto di riferimento, da confermare e potenziare al fine di coinvolgere il numero più ampio possibili di imprese.
Per il pieno dispiegamento di queste potenzialità, è indispensabile:

  • aumentare lo stanziamento delle risorse dedicate all’innovazione;
  • accelerare sulla infrastrutturazione digitale del Paese e sulla diffusione della Banda Ultralarga;
  • accelerare sulla riforma del sistema educativo per diffondere cultura digitale e competenze di base;
  • mantenere il credito d’imposta per le imprese che decidono di investire nella formazione dei propri dipendenti sulle tecnologie 4.0 ed estenderlo ai titolari di impresa;
  • sostenere e completare la costruzione del Network dei Digital Innovation Hub per realizzare un effettivo network di riferimento per l’assistenza alle imprese.

4. Credito

Dal 2011 ad oggi, il credito bancario alle imprese è diminuito del 20%. Negli ultimi 15 mesi è tornato a crescere solo per le imprese di maggiori dimensioni.
Occorre:

  • modificare quelle regole europee sulla vigilanza bancaria che portano a privilegiare gli impieghi meno rischiosi e più garantiti;
  • dare concreta attuazione alla legislazione relativa al rispetto dei termini di pagamento;
  • favorire la patrimonializzazione e l’autofinanziamento delle imprese attraverso misure di vantaggio fiscale;
  • concentrare l’applicazione del Fondo di garanzia pubblica sulle operazioni di minore importo;
  • valutare l’ipotesi di messa in campo di uno strumento pubblico atto a sostenere l’accesso al credito delle piccole imprese.

5. Mercati pubblici

La riforma del codice degli appalti non ha prodotto, al momento, gli effetti sperati, in termini di trasparenza e accessibilità per le imprese di minori dimensioni.
E’ necessario:

  • promuovere l'accesso delle micro e piccole imprese al mercato degli appalti pubblici aumentando la soglia di lavori per i quali è obbligatorio dimostrare la qualificazione SOA;
  • porre fine alla prassi iniqua che scarica sull’intera filiera, grandi piccoli e medi, l’onere di anticipare i corrispettivi dovuti;
  • rispettare la qualità degli operatori economici e valorizzare le imprese del territorio;
  • esclusione automatica delle offerte anomale con “metodo antiturbativa”;
  • regolamentare e limitare ai soli lavori di particolare complessità tecnologica le deroghe al divieto dell'appalto integrato.

6. Lavoro, Istruzione e Formazione, Previdenza

Negli ultimi 3 anni l’occupazione nelle micro e piccole imprese è in continua ripresa.
Ci attendiamo dunque:

  • il contrasto ai fenomeni di dumping contrattuale attraverso l’attività di vigilanza degli organi ispettivi dell’Ispettorato del Lavoro;
  • l’Anpal dovrebbe operare quale veicolo per l’attuazione di politiche attive del lavoro realmente efficaci ed utili;
  • una particolare attenzione alle tematiche dell’istruzione e della formazione, incentivando l’alternanza scuola/lavoro in tutte le sue forme ed investendo su ITS e lauree professionalizzanti votate ad un reale inserimento nel mondo del lavoro;
  • prevedere meccanismi che permettano l’accesso ad un pensionamento “anticipato” in attuazione all’Ape aziendale;
  • facilitare l’ingresso dei giovani con il contratto di apprendistato;
  • semplificare le modalità operative per l’utilizzo del contratto di prestazioni occasionali che ha sostituito il lavoro accessorio (c.d. voucher).

7. Politiche per la sostenibilità e l’ambiente

E’ necessario:

  •  Il lancio di un’agenda di politica green che preveda obiettivi strategici e misure concrete tra cui incentivi per orientare gli investimenti green, favorire l’eco-innovazione con strumenti accessibili alle PMI;
  • la revisione del sistema incentivante per gli interventi di efficienza energetica e fonti rinnovabili;
  • la riforma degli oneri generali di sistema nella bolletta elettrica verso un maggiore equilibrio;
  • il superamento definitivo del Sistema di tracciabilità rifiuti (SISTRI);
  • la corretta applicazione della Tariffa rifiuti urbani (TARI).

Riqualificazione energetica degli edifici
E’ importante che l’ecobonus nella misura della detrazione al 65% per le spese relative ad interventi di riqualificazione energetica degli edifici venga reso strutturale, per favorire in particolare gli interventi nei condomini che richiedono tempi di progettazione e approvazione più lunghi.

Messa in sicurezza del territorio e del patrimonio edilizio
Il governo ha recentemente varato il Piano nazionale di opere ed interventi da realizzare per la riduzione del rischio idrogeologico, infrastrutture idriche e edilizia scolastica denominato Italiasicura. E’ necessario che il Piano si traduca al più presto in progetti, in cantieri e dunque in lavoro e sviluppo economico e territoriale, ma soprattutto in reale prevenzione dei territori. 

Deve essere introdotto il “Fascicolo del fabbricato”, un documento che contenga i dati della struttura e degli impianti di un edificio e rappresenta lo strumento più adatto per identificare le priorità e programmare gli interventi.

La rigenerazione urbana e riqualificazione delle periferie
Occorre tradurre gli obiettivi del Piano Periferie 2016 in azioni concrete, da trasformare al più presto possibile in "cantieri" non solo per le imprese ed i lavoratori del settore, ma anche e soprattutto in "cantieri per lo sviluppo del Paese".

8. Internazionalizzazione

La crescita dell’export italiano è risultata diffusa all’interno dei settori manifatturieri che, insieme, costituiscono il 96% delle nostre vendite all’estero: fatta eccezione per la produzione di prodotti petroliferi e la fabbricazione di apparecchi elettronici e ottici, le esportazioni sono infatti aumentate in tutti i comparti. Il contributo delle PMI italiane all’export totale raramente viene citato ma è tutt’altro che trascurabile. Le loro esportazioni rappresentano infatti il 54,5% del totale.
La posizione competitiva delle MPI all’estero è sicuramente migliorabile ma è necessario un sistema di promozione, disegnato per loro:

  • proseguire con il programma del Roadshow per l’Italia;
  • sul versante dei servizi reali, è necessario concentrare i voucher per i Temporary Export Manager sulle micro e piccole imprese;
  • anche il sostegno all’attività di promozione commerciali dovrà essere indirizzato prioritariamente alle MPI;
  • sul fronte della formazione le politiche pubbliche devono concentrarsi sulla qualificazione di un capitale umano in grado di proiettare l’azione delle imprese in modo credibile oltre i confini nazionali.