Fabio Ferlini, chitarre d’autore per i big della musica rock

Se si riesce a pensare a una chitarra come a una monoposto di Formula 1, che va progettata, costruita e mantenuta in perfetto assetto per ottenerne le prestazioni ottimali, si ha un’idea di cosa fa Fabio Ferlini, liutaio del nuovo millennio.

Da lui portano i loro amati strumenti musicisti di fama internazionale che suonano sul palco nei concerti dei grandi nomi della musica rock: Vasco Rossi, Luca Carboni, Franco Battiato, Angelo Branduardi e la lista potrebbe proseguire.

Autodidatta, ha avviato la sua attività a sedici anni in un garage. “Mi piaceva la musica – spiega Ferlini, 39 anni – così ho trovato una chitarra usata e l’ho rimessa a posto. Il lavoro era venuto bene e quindi prima sono venute richieste dagli amici e poi sono arrivati anche gli hobbisti, ovvero quei tanti musicisti che suonano per passione nelle band che si esibiscono sul territorio”.

Nel 2002 Ferlini perfeziona la sua arte studiando per un anno alla scuola di liuteria di Pieve di Cento e tre anni dopo apre il primo laboratorio a Molinella al quale, in seguito, si aggiungerà quello di Imola

La svolta arriva nel 2011 quando conosce Mauro Patelli, chitarrista di Luca Carboni. “Una persona fantastica cui devo molto – dice – che mi ha aperto la via verso il mondo dei grandi musicisti”.

“Le chitarre moderne – riprende – sono strumenti molto complessi ed estremamente raffinati. Oltre all’attività di costruzione di nuovi strumenti faccio quello che in gergo tecnico sia chiama set up. I musicisti mi consegnano le loro chitarre prima di partire per i tour e quando rientrano e io le metto sul banco di lavoro per un controllo a 360° gradi.

Gli interventi principali –  prosegue – sono il controllo dell’elettronica, regolazione e sostituzione delle corde, posizionamento dei tasti, intonazione e, naturalmente, la pulizia completa della chitarra”.

Quando è arrivato il Covid 19 e la musica e gli artisti si sono fermati, anche Ferlini ha chiuso i suoi laboratori ma non ha smesso di lavorare al suo nuovo e importante progetto.

“Da qualche tempo – riprende – insieme alla mia fidanzata Samanta Sonsini stiamo collaborando con il Centro di salute mentale di Imola portando nei teatri della regione spettacoli di recitazione e musica nei quali recitano anche persone seguite dalla struttura.

Già prima del virus – aggiunge – avevo avviato il percorso per aprire una scuola di liuteria per insegnare ai giovani a costruire gli strumenti. Ora che, per fortuna, sono arrivati ordini importanti e il lavoro è ripreso – conclude Ferlini – oltre a trasferirmi in una nuova sede più grande per il laboratorio, voglio puntare molto su questo progetto che prevede anche corsi per persone con disturbi mentali o altre problematiche e ha l’obiettivo di diffondere la cultura artigianale in questo settore così importante per la nostra tradizione”.

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