Gli artigiani resistono

Gli artigiani resistono

Gli artigiani resistono

Un inizio di 2020 faticoso per le imprese, in cui è prevedibile un peggioramento del fatturato rispetto al semestre appena trascorso. Un inizio d’anno faticoso ma in cui le imprese continuano a resistere, al punto che addirittura si prevede un lieve aumento dell’occupazione e comunque un mantenimento degli investimenti.

Per quanto riguarda il semestre appena trascorso, l’ultimo del 2019, si può dire che le imprese abbiano mantenuto la stessa performance del precedente, anche se il dato sulla diminuzione di fatturato è quello prevalente. Solo le imprese che esportano hanno mostrato il segno più. Tra le minacce della crisi, l’insolvenza dei clienti è tornata ad essere uno dei problemi più sentiti dalle imprese.

E’ in estrema sintesi quanto emerge dall’indagine periodica realizzata da Cna su un campione di un migliaio di aziende appartenenti ad otto settori molto rappresentativi: produzione, moda, alimentare, costruzioni, impianti, autoriparatori, trasporti, benessere.

Andamento secondo semestre 2019, sostanziale tenuta

Il semestre appena trascorso, il secondo del 2019, ha fatto segnare una sostanziale continuità rispetto al precedente. Il dato prevalente (48%) è ancora quello della diminuzione di fatturato, solo l’11% ha dichiarato una crescita del volume d’affari, il 40% una stabilità. Sono sostanzialmente gli stessi dati del semestre precedente.

Primo semestre 2020, previsioni di un maggior calo di fatturato

Per quanto riguarda le previsioni sul primo semestre 2020, le aspettative delle aziende tendono ad un maggiore pessimismo. Il 43% prevede una diminuzione di fatturato, il 13% crede al contrario ad una sua crescita, il 44% ad una sostanziale stabilità. Sono previsioni leggermente più negative rispetto a quelle del semestre precedente.

Occupazione in lieve crescita

Come è tradizione di questa analisi, nonostante segnali preoccupanti sul fatturato, le previsioni sull’occupazione continuano a segnare una decisa direzione verso la stabilità, addirittura ad una lieve crescita. Il capitale umano insomma è sempre un bene prezioso, per certi settori come la meccanica e l’impiantistica addirittura è estremamente difficile trovare gli addetti. In sostanza il 77% del campione prevede una sostanziale stabilità di occupati, il 12% una diminuzione, l’11% un aumento. Vedendo il semestre precedente i dati sulla diminuzione e la stabilità restano invariati, quello sulla crescita di occupazione è migliorato di quattro punti.

Gli investimenti saranno confermati

Anche per quanto riguarda gli investimenti, il primo semestre 2020 prevede una sostanziale stabilità rispetto al semestre precedente. In pratica il 60% conferma il mantenimento degli investimenti programmati, il 25% ne prevede il rinvio e il 15% la cancellazione. Sono sostanzialmente le stesse percentuali del semestre precedente.

Tra le minacce di crisi aumenta l’insolvenza dei clienti

Tra le minacce della crisi, questa è la novità, con molta più forza rispetto ai precedenti sondaggi c’è l’insolvenza dei clienti che preoccupa il 20% degli intervistati, mentre il semestre precedente solo il 6% lo sentiva come una minaccia. Il 33% è particolarmente preoccupato dalla diminuzione degli ordini, il 27% dal rallentamento delle commesse, il 13% dal clima di sfiducia.

Chi esporta migliora il fatturato

Anche questa è una conferma, le aziende orientate all’export dichiarano performance migliori sul fatturato rispetto alle altre. In pratica per il secondo semestre 2019 il 33% segnala che è avvenuta una crescita di fatturato, il 42% una stabilità e il 23% una diminuzione di fatturato. Sono dati migliorativi rispetto a quelli del semestre precedente.

Settori: alimentare ottimista, costruzioni meno pessimista, la meccanica vede negativo

Per quanto riguarda i singoli settori, le più ottimiste sono le aziende del settore alimentare che per l’83% prevedono stabilità e il 17% una crescita. Più positivo il “sentiment” delle costruzioni rispetto a semestri precedenti: il 40% prevede una crescita e il 30% una stabilità. Il 50% delle imprese della meccanica invece prevede una diminuzione, stessa percentuale anche per le officine di autoriparazione. Stabili le previsioni delle aziende del benessere, degli impianti e della moda.

Il commento di Claudio Pazzaglia, Direttore Cna Bologna
“Pessimismo ma non visioni catastrofiche, gli imprenditori reggono”

“Non ci sono visioni catastrofiche da parte di artigiani e pmi bolognesi, ma certamente per i prossimi mesi il pessimismo è tornato a prevalere – commenta Claudio Pazzaglia, Direttore Cna Bologna -. Dunque, l’appello di Cna alle Istituzioni nazionali e locali è quello di essere molto attente alle imprese nel 2020, di sapere ascoltare le loro esigenze, di togliere ogni ostacolo allo sviluppo”

“Guardando all’aspetto positivo di questo sentiment tra le aziende – prosegue Claudio Pazzaglia - gli imprenditori non si aspettano crolli nei prossimi mesi, insomma si conferma comunque una tenuta complessiva della piccola impresa, in particolare per quanto riguarda l’occupazione e gli investimenti. Però la preoccupazione esiste eccome, l’insolvenza dei clienti, la diminuzione di ordini e commesse rappresenta il freno principale. Queste previsioni negative sono certamente legate a fattori nazionali ed internazionali, quindi occorre che il Governo per il 2020 preveda altre misure che puntino allo sviluppo e alla innovazione delle imprese, così come alla riduzione della fiscalità e della burocrazia che rappresentano come sempre dei freni importanti. Anche a livello locale si può fare molto per sostenere le imprese: maggiori possibilità per i più piccoli per partecipare alle gare d’appalto; un grande impegno nella realizzazione sia di infrastrutture strategiche continuando a fare pressione sul Governo, sia di opere di dimensioni più ridotte che però sono di grande utilità ai cittadini e creano opportunità alle aziende; la riduzione delle tasse locali, a partire dalla rimodulazione della Tassa sui rifiuti, che stanno rappresentando un’importante percentuale nella fiscalità complessiva; una semplificazione nei regolamenti, rendendoli più omogenei tra i Comuni e puntando sull’apertura di nuovi sportelli unici; un forte contrasto all’abusivismo: queste sarebbero ottime cure per dare spinta all’imprenditoria bolognese”