Non spegnete le imprese

 

Il Direttore Cna Pazzaglia, i Dirigenti Cna Bologna “Noi rappresentiamo imprese che rispettano i protocolli sanitari Che hanno investito in sicurezza e subito gravi cali di fatturato

Se non vengono sostenute con ristori veloci, certi e sufficienti saranno costrette a chiudere per sempre”

“Non spegnete le imprese, non spegnete l’economia”: è stato questo il messaggio che gli artigiani della Cna Bologna hanno lanciato questa mattina martedì 27 ottobre sotto la Torre della Cna in viale Aldo Moro 22 durante un flash mob “distanziato”. Un messaggio rivolto al Governo dopo il recente Dpcm e alle Amministrazioni locali affinchè non lascino sole le imprese, destinandole ad un inevitabile rischio di chiusura.

Al flash mob “distanziato” hanno partecipato una cinquantina di imprenditori che hanno mostrato il manifesto “Fermare il Covid, non spegnere le imprese” (clicca qui per scaricarlo).

“Noi rappresentiamo imprese che rispettano i protocolli sanitari – spiega Claudio Pazzaglia, Direttore Cna Bologna -. Gli artigiani e le pmi si sono adeguate alle regole, sono stati evitati gli assembramenti, sono stati rispettati i distanziamenti. Con il Dpcm di domenica e con l’allarme che si sta estendendo tra i cittadini, il rischio è che le nostre imprese vadano verso un collasso: hanno già investito tantissimo per rispettare i protocolli, hanno già subito gravi perdite dopo il lockdown di primavera. Adesso questo colpo rischia di essere fatale per le categorie interessate dal Decreto. Occorrono sostegni concreti e misure che agevolino le aziende. Evitando di ripetere gli errori del recente passato: finanziamenti promessi ma mai arrivati in quanto non sono ancora stati approvati i decreti attuativi”.

Ristoratori, trasportatori, imprese del benessere: tutti in coro hanno espresso un giudizio molto critico e preoccupato rispetto a quanto deciso dal Governo. Così come diverse altre categorie quali gli allestitori di fiere e di eventi, le imprese della cultura e degli spettacoli.

“Siamo molto preoccupati noi ristoratori e tutta la nostra filiera – spiega Massimiliano Poggi, Presidente Unione Agroalimentare Cna Bologna -. I nostri ristoranti non sono luoghi di contagio ma luoghi di lavoro e di servizio alla comunità. Non ho le competenze tecniche sanitarie per discutere il provvedimento del Governo, ma una cosa è molto probabile: questo provvedimento ci mette in ginocchio. Il fatturato principale noi ristoratori non lo facciamo certo coi pranzi, sarebbe come imporre ad una discoteca di restare aperta solo la mattina e il pomeriggio. Allora chiedo un riconoscimento al valore di quello che stiamo facendo per tenere aperto, che non vengano ancora richiesti sacrifici a noi, alle nostre famiglie, ai nostri dipendenti. Occorre che per le categorie colpite da questi provvedimenti, come la nostra, vengano destinati aiuti veloci, seri e sufficienti a contrastare il fatturato mancante. Non limitiamoci ad aspettare sgravi fiscali, pur utilissimi, ma pensiamo ad inserire subito benzina nel motore di imprese che altrimenti rischiano di spegnersi per sempre”.

“Il mondo del trasporto è assolutamente insoddisfatto dal Decreto del Governo – commenta Riccardo Carboni, Vicepresidente Cna Bologna e Rappresentante nazionale Cna per i taxisti -. Durante il lockdown la domanda per il trasporto era crollata del 90%, eravamo riusciti a recuperare arrivando fino al 50% (livello minimo di sopravvivenza) e adesso è bastato l’ultimo DPCM che in pochi giorni siamo già ridiscesa di un altro 10%. Domenica scorsa è stato un disastro, non si è trasportato praticamente nessuno.  Quello che manca sono i provvedimenti a supporto di questi mancati fatturati, senza considerare che rientrando tra i servizi essenziali siamo obbligati a operare in rimessa, i pochi provvedimenti di cui abbiamo beneficiato sono stati quelli trasversali erogati in primavera che a malapena hanno coperto il 30% dei versamenti contributivi. Così non si può stare in piedi a lungo. Lo sconforto è tanto, soprattutto visti i risultati delle poche cose fatte dal Governo: è stato stanziato un fondo di 5 milioni di euro per chi acquistava divisori sui taxi, ma non è mai uscito il decreto attuativo. Idem per i 35 milioni di euro a favore di persone con difficoltà motorie, ormai ci sentiamo presi in giro.

Avanti così non si può andare. Conte sabato all’assembla nazionale di Cna ha promesso ristori rapidi, però nella nostra categoria c’è molto sconforto e nessuno si fida più”.

“Non riesco davvero a vedere il motivo per cui palestre e piscine devono restare chiuse – afferma Giovanna Cacciatori, Presidente Unione Benessere e Sanità Cna Bologna – Non mi pare proprio che questi luoghi siano stati fulcro di infezioni. Le nostre palestre e piscine sono in regola da maggio coi protocolli sicurezza e comunque se si avevano dei dubbi, i controlli più stringenti si potevano fare anche prima di queste settimane. Resta il fatto che così facendo questo settore viene messo in ginocchio. Ed è un settore che oltre a dare occupazione e fatturato, porta benessere, salute e combatte anche la depressione. Invece adesso è arrivata la doccia fredda”.

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