Potenziare l’istruzione tecnica, per formare personale

“La scuola dovrà essere uno dei pilastri su cui poggerà l’azione del nuovo governo relativamente al piano per generazioni future. Particolare importanza dovrà essere dedicata al potenziamento dell’istruzione tecnica, che può determinare un forte avvicinamento tra il mondo dell’istruzione a quello del lavoro.

Abbiamo effettuato un sondaggio presso le aziende associate alla Cna di Bologna, i risultati sono molto chiari: la metà degli intervistati ha bisogno di tecnici specializzati, ha difficoltà a trovarli e, nonostante la “crisi” da pandemia, l’80% delle imprese è ancora alla ricerca di personale tecnico”.

E’ l’opinione di Antonio Gramuglia, Vicepresidente vicario di Cna Bologna.

 

Il presidente del consiglio Draghi nel suo discorso alle Camere ha sottolineato come gli Istituti tecnici (ITS) rispondano ad un bisogno importante delle aziende, diano occupazione all’80% degli studenti, la chiave del loro successo è lo stretto legame tra imprese e territori. Lei è d’accordo col Presidente Draghi?

Gli Istituti Tecnici Superiori, intesi come scuole ad alta specializzazione tecnologica alternativi all’Università, saranno in grado di far fronte alla domanda di nuove professionalità nei settori che stanno guidando il cambiamento industriale del nostro paese: efficienza energetica, sistema meccanica, sistema moda, mobilità sostenibile.

È importante il forte collegamento con il territorio, gli ITS sono gestiti dalle regioni e i docenti spesso provengono dalle stesse aziende che sono in cerca di quelle professionalità; i corsi devono prevedere una divisione tra le ore in aula ed i tirocini in azienda e gli studenti alla fine del loro percorso formativo sono molto appetibili sul mercato del lavoro.

Il riferimento è alle scuole di alta formazione tecnica tedesche che sono un pilastro del loro sistema educativo e negli anni hanno prodotto ottimi risultati.

 

Altrettanta importanza va data agli Istituti Tecnici e Professionali da intraprendere alla conclusione della scuola media. Dopo anni in cui sono stati effettuati solo tagli e riforme che hanno appiattito l’offerta formativa delle scuole superiori, si deve ritornare ad investire negli Istituti Tecnici e Professionali, puntando sull’alternanza scuola lavoro, sulla scuola dei Mestieri per far svolgere agli studenti lunghi periodi di formazione nelle aziende.

Servono investimenti, personale stabile ed un cambiamento culturale: non solo i Licei ma anche l’Istruzione Tecnica dovrà diventare una risorsa indispensabile per il rilancio economico. Le nostre scuole tecniche devono tornare a diventare dei punti di riferimento, pensiamo alle Aldini Valeriani di Bologna di 20-30 anni fa quanto hanno dato per il nostro territorio.

 

Per quanto riguarda il mondo delle pmi e dell’artigianato, cosa dovrebbe essere fatto in più dalle Istituzioni affinchè questa sollecitazione di Draghi possa essere pienamente realizzata?

Ci vogliono gli investimenti previsti dal governo ma anche un cambio di passo culturale, occorre uscire dall’idea che privilegia solo i licei, e ridare alla cultura tecnica dignità e prestigio.

Le PMI e le attività artigiane hanno bisogno di giovani preparati ed entusiasti di imparare l’arte del fare e sono pronte a trasmettere le proprie esperienze

 

Com'è la situazione adesso nelle imprese per quanto riguarda i dipendenti, c'è forte bisogno di dipendenti con preparazione tecnica?

Abbiamo effettuato un sondaggio presso le aziende associate alla CNA di Bologna, i risultati sono molto chiari: la metà degli intervistati ha bisogno di tecnici specializzati, ha difficoltà a trovarli perché ancora si pensa che nelle imprese tecniche si faccia troppa fatica e, nonostante la “crisi” da pandemia, l’80% delle imprese è ancora alla ricerca di personale tecnico.

Gli attuali addetti in prevalenza provengono da istituti tecnici ma sono tanti quelli senza diploma superiore, tra le cause scuole poco adatte a formare e minore interesse dei giovani verso PMI.

 

Le imprese fanno ancora da "bottega" nell'insegnare il mestiere ai giovani?

Le imprese hanno necessità di rinnovarsi, il passaggio generazionale degli imprenditori artigiani e delle PMI è un aspetto presente ed importante.

Le scuole tecniche devono preparare i ragazzi e le aziende, devono aprirsi agli studenti, insegnare i mestieri e trasferire le loro esperienze e conoscenze pratiche per completare la formazione teorica dei ragazzi.

 

Cosa consiglia Cna ad una ragazza o ad un ragazzo che esce dalla scuola media?

Ovviamente di prepararsi al mondo del lavoro seguendo le proprie inclinazioni e di riflettere con attenzione sul fatto che non solo gli ingegneri o gli avvocati o i supermanager hanno soddisfazione dal proprio lavoro.

Ci sono mestieri ed attività in proprio che, oltre a dare ottimi risultati di reddito, permettono di lavorare con grande soddisfazione sviluppando la propria capacità di saper realizzare un prodotto oppure un servizio e contribuendo a costruire un modello di sviluppo sostenibile.

Le loro future aziende potranno essere protagoniste nella tutela dell’ambiente, nel risparmio energetico, nell’economia circolare e nella riqualificazione urbana.

Le imprese artigiane sono da sempre aziende di comunità che mettono al centro del loro modello di produzione le persone, con un’attenzione straordinaria al territorio nel quale sono radicate.

 

Quanto è importante il ruolo della formazione professionale oltre a quello delle scuole nel preparare i giovani ad entrare nelle imprese.

L’alternanza scuola-lavoro è la chiave dell’insegnamento ai giovani per iniziare ad imparare un lavoro passando dagli studi alla messa in pratica delle conoscenze imparate a scuola. Dobbiamo preparare i ragazzi ad inserirsi nel mondo del lavoro e occorrono sinergie e collaborazioni nel rispetto delle reciproche autonomie e identità: la scuola ha una sua funzione educativa, l'azienda invece si assume una responsabilità di formazione diretta degli studenti senza intervenire nei programmi ma affiancando i docenti teorici. Sottolineiamo con soddisfazione le risorse messe a disposizione dalla Camera di Commercio di Bologna per le imprese che hanno aperto ai giovani studenti ed alla CNA che con le sue società di sistema ha offerto supporto a questi progetti.

 

Quanto sono importanti le relazioni di Cna con l'Università e con gli Istituti scolastici

La convergenza fra Università e Imprese è indispensabile e nasce dall'esigenza di far incontrare i fabbisogni dell'impresa con le competenze e le attitudini non sempre consapevoli dei giovani studenti.

È inoltre di notevole importanza sviluppare la cultura di impresa, avvicinare i giovani al lavoro autonomo e il dialogo tra imprese del territorio ed università.

Le relazioni di collaborazione tra CNA, Università ed Istituti Scolastici sono in grado di fornire opportunità di crescita agli studenti per favorire in concreto il collegamento tra il percorso di formazione e il mondo lavorativo.

Il rapporto tra il mondo della piccola impresa e le Università rappresenta una straordinaria occasione per entrambi: per il mondo della ricerca, che ha modo di aprirsi ad una realtà che è tanta parte del tessuto economico del territorio; ma soprattutto per il mondo dei nostri associati, che avranno modo di intercettare quell'enorme giacimento di capitale umano rappresentato dalle giovani generazioni con un'alta formazione, quali sono appunto i laureati.

Giacimento in grado di introdurre nell'artigianato managerialità, idee, innovazione, nuovi saperi: che è quello che ci serve per crescere davvero.

 

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