Lartenonsiferma. Taldeg.

Ha preso in parola la sfida al virus la dinamica startup bolognese il cui nome sotto le due Torri non ha bisogno di traduzione. Adottando l’hashtag che in queste settimane scorre rapido sul web e sui social, ha lanciato un progetto culturale che si è tradotto in una campagna di raccolta fondi a favore della Fondazione Sant’Orsola.

“Quando è esplosa l’emergenza – dice Silvia Rigo, 32 anni, socia fondatrice di Taldeg insieme a Francesca Fumana – ci siamo chieste cosa potevamo fare per dare continuità al nostro lavoro e contribuire a sostegno di chi nelle corsie degli ospedali lotta tutti i giorni contro il Covid.

Consultata la nostra rete di artisti – prosegue – abbiamo deciso di avviare la campagna #lartenonsiferma. Acquistando una delle opere esposte nella sezione shop del nostro Portale si può scegliere fra tre opzioni di donazione una delle quali prevede che venga destinata l’intera cifra. La campagna (che proseguirà sino al termine dell’emergenza) sta andando bene e sono già state acquistate oltre 40 opere da persone che si sono attivate in diverse parti del Paese e anche dall’estero”.

Taldeg è nata tre anni fa dall’idea di due trentenni venete che dopo essersi laureate in Giurisprudenza all’Alma Mater sono diventate bolognesi adottive (il nome dell’azienda è un dichiarato omaggio alla città).

“L’idea imprenditoriale – riprende Silvia Rigo – è semplice. Fare incontrare l’arte con le persone portandola nei luoghi che queste frequentano abitualmente, ovvero i locali del mondo food & drink, ma anche gli uffici, gli spazi di coworking e le strutture ricettive. E favorire così la fruizione delle opere anche al di fuori del circuito ufficiale delle gallerie o dei musei e il loro acquisto con pochi click direttamente dallo smartphone”.

Grazie anche all’aiuto fondamentale di un acceleratore d’impresa di Firenze, la soluzione tecnologica individuata dall’azienda (tra le sette imprese selezionate da Cna giovani imprenditori nel 2019 per fare parte del coworking up to biz nella sede Cna centro storico di via Riva Reno) per sviluppare il progetto è stata una piattaforma digitale connessa con un’app attraverso la quale si può sfogliare il “catalogo” delle opere. 

Il nostro portfolio – riprende Silvia Rigo – comprende circa 1.800 opere di 150 artisti da tutta Italia. E, come diciamo spesso ai gestori di locali o alle aziende interessate ad acquistarle o a noleggiarle per esporle nei loro spazi, c’è sempre un’opera perfetta per un luogo e viceversa.

Le cifre – prosegue – variano da poche decine di euro a qualche migliaio. Dipende dalla formula e dalle soluzioni di allestimento che si scelgono. E anche la tipologia di opere e molto variegata e comprende pitture, sculture, ma anche oggetti di design e i lavori di fumettisti e illustratori”.

“Dall’avvio dell’attività – aggiunge – sono oltre cinquanta tra Bologna e Firenze i locali, che noi chiamiamo hub, dove sono stati realizzati allestimenti e box espositivi.

In queste ultime settimane siamo state favorevolmente sorprese dal numero di esercizi che ci hanno contattate. Nei titolari, ovviamente, c’è preoccupazione, ma anche voglia di ripartire e di farlo in modo diverso. Con più attenzione alla qualità e al benessere che l’arte può offrire. E questa – conclude – potrà forse essere una delle speriamo tante, novità positive che, pur in mezzo alle difficoltà, ci aspettano nei tempi che verranno”.  

 

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