Truffe agli anziani, qualche buon consiglio per difendersi

In questi giorni sono aumentate in modo preoccupante le truffe di cui sono vittime gli anziani. Esiste un legame con l’emergenza Covid: anziani rimasti chiusi in casa per settimane, adesso la loro naturale voglia di socialità può agevolare i truffatori.

Ricordiamo che quasi in tutti i Comuni bolognesi sono stati firmati protocolli antitruffa con Cna Pensionati e sindacati pensionati: l’anziano truffato (ma anche vittima di furti e scippi) può richiedere il contributo concesso dal proprio Comune oltre ad un supporto psicologico.

Ma cosa può fare un anziano per difendersi?

Il primo consiglio, semplice ma a volte non ascoltato, è quello di avere sempre una sana diffidenza verso gli sconosciuti. Se i truffatori si rivolgono alla vittima citandogli fatti accaduti ad un figlio o parente anche col suo nome esatto, l’anziano deve chiamare immediatamente il figlio o parente per accertarsi che il fatto sia accaduto veramente.

L’anziano non deve mai andare ad appuntamenti in cui viene invitato a recarsi con denaro o altri oggetti preziosi e documenti di valore.

Non deve mai comunicare i propri pin e password di carte di credito e bancomat a sconosciuti. Un classico è la borsa rubata e recuperata da una gentile ed elegante signora che poi dice: “mi dia il pin così blocco la sua carta per evitare che la derubino”.

L’anziano, sempre nel concetto della sana diffidenza, meglio che eviti gentili signori che si offrono di portare le borse della spesa o di accompagnarli a casa.

E quando sospettano di avere avuto a che fare con un truffatore, subito avvertano le forze dell’ordine.

Infine attenzione alle truffe telematiche, dalle facili vincite on line alle relazioni sentimentali in rete che sfociano in richieste di denaro. La terza età si sta avvicinando al digitale, tante le opportunità ma anche rischi in più.

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