Voto Comuni, le priorità pmi

Voto Comuni, le priorità pmi

Voto Comuni, le priorità pmi

Ridurre la burocrazia, diminuire la pressione fiscale, puntare sulla sicurezza. Sono queste le priorità per le imprese Cna che hanno la loro sede e svolgono la loro attività nei 39 Comuni dell’area metropolitana bolognese (zona imolese esclusa) dove a maggio verranno eletti i nuovi Sindaci. Pur nelle specificità che caratterizzano ciascuno dei 39 Comuni al voto, Cna Bologna con un sondaggio su un campione di propri associati ha voluto cogliere le esigenze di scala sovracomunale, per arrivare poi alla realizzazione di un Documento “Metropolitano” con le politiche che per Cna sono strategiche in funzione delle imprese. Il Documento verrà proposto ai candidati a Sindaco di ogni Comune, negli incontri in cui saranno coinvolti i dirigenti di Cna Bologna.

Leggi i risultati del sondaggio qui>>> o in allegato. 

Per il 60% delle imprese la prima priorità è semplificare

Dunque, per il 60% degli intervistati, (complessivamente sono state coinvolte oltre 6.000 imprese), la semplificazione e la riduzione della burocrazia è la priorità numero uno per le aziende dei territori coinvolti dalle amministrative. Si dà atto che gli Sportelli unici per le Attività Produttive potrebbero abbassare il tasso di burocrazia, ma per ora i vantaggi non sono ancora sufficienti. Rispetto alle “casistiche” di burocrazia la risposta del sondaggio era aperta e quindi sono state le più varie, ma certamente le pratiche legate all’edilizia e all’urbanistica sono quelle che mettono più in difficoltà le aziende.

“Cna nel suo Documento metropolitano – spiega Claudio Pazzaglia, Direttore Cna Bologna – ai candidati a Sindaco sottolinea come i regolamenti edilizi ed urbanistici derivanti dall’attuazione della nuova Legge Regionale Urbanistica dovranno essere non solo semplificati, ma anche resi omogenei tra i Comuni, per evitare che un’azienda debba rispondere a regolamenti diversi per territori distanti solo pochi chilometri tra loro.

Nell’attuazione della nuova disciplina regionale di riforma degli oneri di urbanizzazione, (che dovrà essere recepita da tutti i Comuni, attraverso nuovi regolamenti da adottare entro settembre 2019), chiediamo ai Comuni di applicare tutte le riduzioni possibili e previste, fino al loro azzeramento, nei casi interventi di recupero e ristrutturazione edilizia del patrimonio esistente nei centri abitati”.

Abbassare la pressione fiscale, partendo dalla Tassa sui rifiuti

Dopo la riduzione della burocrazia, abbassare la pressione fiscale sulle imprese è la seconda priorità tra imprenditrici e imprenditori Cna: ha risposto così infatti il 51% degli intervistati (potevano dare tre risposte ciascuno). La tassa sui rifiuti, Tari o Tarsu che sia, è decisamente la meno amata dalle imprese: il 62% la ritiene eccessivamente alta, seguita dall’Imu e poi dall’Irpef.

Entrando più nello specifico della tassa dei rifiuti, è stato chiesto se siano adeguate le riduzioni previste da diversi Comuni per chi produce rifiuti speciali non assimilati e per chi adotta buone prassi nella raccolta dei rifiuti. Il 44% le giudica non adeguate. 

“Non c’è dubbio che l’elevata tassazione sia uno dei maggiori freni allo sviluppo delle imprese, in un mix di tasse e imposte nazionali, regionali e locali che colpiscono in modo pesante le piccole imprese – prosegue Claudio Pazzaglia -. Non a caso l’annuale indagine di Cna nazionale ‘Città che vai, fisco che trovi’, da diverso tempo vede Bologna come seconda in Italia per tassazione sulle pmi. Restando sulle tasse locali, quella sui rifiuti dovrebbe essere decisamente ridotta in tutti i Comuni e non dovrebbe essere richiesta per le aree operative dove si producono rifiuti speciali che le aziende smaltiscono per legge a spese proprie”.

Aumentare la sicurezza con incentivi, costi condivisi e rimborsi alle vittime

Dopo burocrazia e pressione fiscale, ad una certa distanza la terza priorità indicata dalle imprese dei Comuni in cui si voterà è la sicurezza. Lo afferma il 27% degli intervistati.

Entrando nel dettaglio di questo tema, risulta dal sondaggio che il 40% delle imprese in media ha subìto un furto o un tentativo di furto negli ultimi cinque anni. L’81% delle aziende è dotato di strategie per la prevenzione e la protezione dei furti.

Quando viene chiesto cosa dovrebbe fare il Comune per aumentare la sicurezza delle imprese, il 48% invita a installare telecamere di sorveglianza, il 38% a potenziare il presidio della Polizia Municipale, il 25% a erogare contributi per l’installazione di sistemi di allarme e videosorveglianza.

“Le aziende ci dicono che spesso il costo maggiore per l’azienda non è tanto la merce o l’attrezzatura rubata – continua Claudio Pazzaglia – ma è il danno provocato nello scasso. Quindi, come suggeriscono le stesse imprese, occorrono incentivi per le imprese a utilizzare sistemi di prevenzione ai furti come le telecamere, sarebbe utile creare una rete intercomunale di comitati per la sicurezza affinché ad esempio si possano condividere e ridurre i costi per la vigilanza privata. Infine, sarebbe importante prevedere rimborsi a favore dei cittadini pensionati vittime di reati come furto, truffa e rapina, come già fanno alcuni Comuni, quello di Bologna per primo”.

Infrastrutture mobilità e digitali: potenziare il nodo bolognese e la fibra ottica

Le imprese dei Comuni al voto indicano poi altre priorità in ordine di rilevanza. Le infrastrutture per la mobilità sono indicate dal 25% delle risposte. Naturalmente le indicazioni sono le più svariate, legate alle esigenze di ogni Comune.

Trovando una sorta di linea comune, sono molte le imprese che sottolineano la rilevanza del Servizio Ferroviario Metropolitano e altrettante quelle che chiedono il potenziamento della tangenziale e autostrada nel nodo bolognese.

Importanti anche le infrastrutture digitali, prioritarie per il 23% delle risposte. Il 50% delle aziende dichiara di essere raggiunto dalla fibra ottica, il 36% ancora no, il resto non lo sa.

Lotta all’abusivismo, appalti a misura di pmi, ricerca del personale: le altre priorità

Il 22% delle risposte invita ad aumentare la lotta all’abusivismo, stessa percentuale di risposta (22%) nella richiesta di appalti più a misura di piccole imprese locali. Ed infine le imprese chiedono una risposta ad un tema sempre più rilevante nell’area metropolitana di Bologna, la difficoltà a trovare personale. Un problema che riguarda il 55% delle imprese che hanno risposto al sondaggio Cna.

“Crediamo che ai candidati stiamo offrendo un materiale molto utile e concreto per capire le necessità delle nostre imprese e dare loro una risposta – conclude Claudio Pazzaglia -. Snellire le arterie stradali e potenziare il ferro, agevolare le connessioni digitali assolutamente fondamentali per le imprese, favorire lo sviluppo e la nascita di nuove imprese grazie ad agevolazioni fiscali o alla creazione di aree a bassa tassazione, collaborare con Cna per la formazione dei lavoratori e l’orientamento scolastico. Come sempre, anche in questa occasione, Cna e le sue imprese in maniera trasparente indicano ai candidati e ai futuri Sindaci cosa fare per sostenere l’impresa, il che significa sostenere tutta l’economia del territorio e garantire il suo futuro”.