La carica delle cento pmi 4.0

La carica delle cento pmi 4.0

La carica delle cento pmi 4.0

La piccola impresa bolognese sta diventando 4.0. In questo anno e mezzo da quando è in vigore il piano nazionale “Impresa 4.0” sono state già un centinaio le aziende che si sono rivolte a Cna ed ai suoi consulenti per trasformarsi, digitalizzarsi ed ottenere gli incentivi del Governo. Il 60% ci è già riuscito, gli altri sono in dirittura d’arrivo e Cna ora lancia una nuova azione, “Bolognimpresa 4.0”, perché altre aziende, non solo della produzione meccanica, investano nell’innovazione e si convertano in imprese 4.0.

L’azienda interessata può rivolgersi per una consulenza a:
CNA BOLOGNA HUB 4.0 - 
www.bo.cna.it/quattropuntozero - mail: impresa4.0@bo.cna.it;  - tel. 051 299.212 - 299.515

La Cna presenta risultati, attività svolte e azioni in partenza all’interno di un’azienda che si è trasformata in 4.0, la Beta s.r.l. di San Giovanni in Persiceto, caso concreto e virtuoso di come una impresa di piccole dimensioni abbia potuto investire con successo nell’innovazione digitale.

“Da tempo Cna Bologna è organizzata per dare un supporto alle imprese che vogliono intraprendere percorsi di innovazione sia essa gestionale che tecnologica – spiega Cinzia Barbieri, Direttore Generale Cna Bologna –. Questa esperienza è oggi messa al servizio delle aziende per cogliere tutte le opportunità del Piano Nazionale Impresa 4.0 (legge Sabatini, iperammortamento, superammortamento, credito di imposta su ricerca e sviluppo). Nel biennio 2017-2018, con la partnership attivata con la società Iqc, che fornisce consulenza su progetti di innovazione digitale delle imprese, Cna ha materialmente dialogato con oltre un centinaio di aziende per delineare la loro conversione in 4.0”.

La Beta s.r.l. di San Giovanni in Persiceto, quattordici dipendenti, da 25 anni è specializzata nella lavorazione delle lamiere e dell’acciaio inossidabile con clienti soprattutto del settore alimentare. “Abbiamo sempre cercato di essere all’avanguardia e con l’avvento del 4.0 abbiamo capito che era il momento di fare un passo ancora più grande – spiega Fabio Cocchi, titolare della Beta s.r.l. -. Abbiamo investito sull’interconnessione tra noi e il cliente, intervenendo sul metodo di produrre, sul controllo della produzione, fino anche alla spedizione. Il momento è favorevole: c’è richiesta di ridurre i costi ed aumentare la qualità del prodotto, ci sono gli sgravi fiscali. Allora compriamo macchinari per essere davanti a tutti gli altri e offrire prodotti che i concorrenti non riescono a realizzare”.

Ecco la fotografia delle piccole imprese che con Cna hanno fatto il salto verso la digitalizzazione e l’interconnessione: del centinaio di imprese entrate in relazione con Cna, oltre il 60% ha già intrapreso il percorso 4.0 realizzando investimenti, le altre lo devono concludere. Sono aziende della produzione manifatturiera, in prevalenza del settore meccanico. La dimensione aziendale media è di 20 dipendenti. La media degli investimenti è stata di 650.000 euro ad azienda, da un minimo di 80.000 euro ad un massimo di 3 milioni di euro.

Analizzando la tipologia di investimenti realizzati, il 100% ha investito in beni strumentali: acquisto di macchinari e tecnologie per migliorare la produzione. Il 25% ha investito anche in beni immateriali: ha acquistato software, aggiornamenti e nuove soluzioni informatiche. Il 40% ha investito anche in progetti di innovazione (il vero motore del cambiamento perché porta in dote la visione imprenditoriale): mettendo a punto un progetto tale per cui gli investimenti siano finalizzati a miglioramenti di efficienza ed efficacia dei processi, producendo risultati misurabili e quindi oggettivi, da incrementare performance, competitività e rispondere al meglio alle nuove opportunità di mercato.

Rispetto alle opportunità del Piano Nazionale Impresa 4.0, il 46% ha utilizzato l’iperammortamento, il 30% il credito d’imposta per spese in ricerca & sviluppo & innovazione, il 30% le agevolazioni finanziarie della “Nuova Sabatini”.

Ed ora l’obiettivo di Cna è estendere le opportunità dell’innovazione digitale anche ad altri settori oltre la meccanica.

“Poche settimane fa è stata organizzata un’iniziativa rivolta alle tintolavanderie interessate ad innovare la propria tecnologia – spiega Carlotta Ranieri, Referente ricerca, ambiente ed energia di Cna Bologna -. Erano oltre 150 le aziende presenti al workshop che si è tenuto presso l’azienda Firbimatic di Sala Bolognese, 150 tintolavanderie che guardano al futuro 4.0. Così come si stanno orientando alla digitalizzazione imprese del biomedicale, dell’odontotecnica, dell’automotive e dell’alimentare”.

Cna dunque lancia il progetto “Bolognimpresa 4.0”, col contributo della Camera di Commercio di Bologna, proponendosi alla piccola impresa di ogni settore come un hub in grado di offrire tutto il supporto necessario all’azienda orientata all’innovazione.

Ecco cosa trova l’impresa nel Digital Innovation Hub di Cna Bologna:

Innovazione e ricerca

Cna accompagna le imprese nella definizione di strumenti per lo sviluppo di nuovi prodotti e nuovi processi per l’espansione economica e la trasformazione digitale: le soluzioni informatiche più adatte, la messa a punto di progetti di innovazione digitale in grado di rispondere ai requisiti fissati per diventare Impresa 4.0, la messa a punto dei sistemi di interconnessione.

Consulenza finanziaria e credito

Cna e la sua società di consulenza Serfina offrono alle imprese consulenze e servizi creditizi e finanziari; le aiutano a partecipare a bandi pubblici; ad ottenere i finanziamenti europei e le agevolazioni fiscali del piano Impresa 4.0: super-ammortamento e iper-ammortamento, credito di imposta per ricerca e sviluppo, altre leggi di incentivazione.

Formazione e competenze

Ecipar, l’ente formativo di Cna Bologna, sviluppa percorsi di formazione 4.0 insieme alle imprese; individua opportunità di finanziamento come il Fondo Sociale Europeo, Fondi interprofessionali e agevolazioni nell’apprendistato. Infine aiuta nell’inserimento di profili altamente qualificati selezionando le competenze specialistiche in base alle necessità dell’impresa.